Real casa dell’Annunziata

Insieme alla chiesa, l’elemento più caratteristico legato al nome dell’Annunziata è certamente la «Ruota degli esposti» un pertugio, una sorta di tamburo di legno scorrevole di forma cilindrica, dove si adagiavano i neonati «gli esposti» abbandonati alla nascita dalle madri che affidavano i loro figli alla provvidenza divina e all’intervento caritatevole delle suore, auspicando per loro un futuro migliore.
Nei registri del XVI secolo si annotavano tutti i particolari morfologici del neonato: il giorno della venuta, l’ora, il peso del bambino, gli elementi distintivi, caratteristiche peculiari, e gli oggetti che venivano deposti nelle fasce, per poter risalire un giorno all’eventuale famiglia di nascita. 

A questi bambini si dava l’appellativo i figli della Madonna o figli d’a Nunziata o gli Esposti da cui Esposito tipico cognome napoletano, originatosi dal termine «esposto» in quanto tutti i bambini ricevevano il nome di battesimo dalla balia che li aveva in custodia e il cognome, secondo il regolamento della casa, uguale per tutti: Esposito.
Sopra la ruota si legge la scritta “O Re e madre che qui ne gettate alle vostre limosine siamo raccomandati”. La ruota fu chiusa nel 1875 . A Forcella è possibile osservare la ruota, forse una delle poche ancora visibili.

CURIOSITA’
La leggenda delle scarpe consumate

La Basilica della Santissima Annunziata Maggiore, situata nel cuore del centro storico di Napoli, quartiere Pendino a pochi passi da Forcella, nasconde una singolare leggenda:alla statua della Madonna vengono annualmente cambiate le scarpe perché molto consumate, conservate come reliquie e prestate alle famiglie per guarire un figlio. 

La credenza popolare sostiene che l’Annunziata, cammina di notte sfamando i poveri e gli orfanelli, portando conforto a tutti i suoi figli. Da qui le scarpe molto logore, un fatto prodigioso alquanto singolare, la prova evidente dell’amore mariano maturato per chilometri.     
Questa credenza molto sentita, incontra l’interesse del popolo napoletano ma non quella della Chiesa che prende le giuste distanze dai fatti. Nessuno osa gridare al “miracolo” anzi la faccenda è definita puramente leggenda, credenza popolare. Ma rimane vera.
L’usanza comune vede coinvolte le donne del quartiere, le quali si recano in chiesa esprimendo un voto al fine di ottenere una grazia per i bambini; alcuni sono casi più difficili, altri per restituire la salute di un proprio caro. Come pegno per la promessa mantenuta, le donne rendono omaggio all’Annunziata regalandole i loro capelli e raccomandandole la custodia dei loro bambini; questo gesto molto semplice viene compiuto per ricordare tutte quelle donne che hanno perso in disgrazia i loro figli, a quelli che che sono stati abbandonati e per tutte quelle mamme che non riescono ad averne uno.